L’opera rientra in una collana di ritratti che rappresentano mostri. I mostri esprimono le ansie, le nevrosi, le paure e i diversi disturbi tratti dal DSM V; accompagnati da frasi che contrastano l’immagine in maniera violenta. I colori sono spinti e il lettering è volutamente sporco. Questa opera in particolare racconta l’ossessione per l’estetica perfetta, figlia di un’insicurezza cronica e cronicizzata , di cui tutti – inevitabilmente – siamo un po’ vittime, un po’ fruitori.