Ya Taali’een ‘ala el-Jaba è una canzone appartenente al folclore palestinese e cantata dalle donne come inno alla resistenza. La leggenda narra che salendo sulla montagna, in visita ai loro amati tenuti prigionieri, cantassero le al-malwa’lala; si tratta di uno stile di canto in cui tra le parole vengono inseriti quei “lelele” tipici per confondere i carcerieri e dare il messaggio nascosto ai prigionieri:
Hey, tu, che scali la montagna. Hey, tu, che prepari il fuoco Tra notte e alba, la mia anima Non voglio né vesti d’onore né abiti Tra notte e alba, la mia anima Non voglio né vesti d’onore né fasce Tra notte e alba, la mia anima Eccetto le gazzelle che arrivano per i prigionieri Tra notte e alba, la mia anima Eccetto le gazzelle che arrivano per liberarti.
Fedayeen viene tradotto con la parola gazzella in quanto simbolo della resistenza palestinese, unendo il significato culturale della gazzella con il movimento dei guerriglieri fedayeen. Nelle leggende e nella cultura popolare palestinese, la gazzella è un simbolo di bellezza, grazia, agilità e resilienza. La sua capacità di vivere e prosperare nel difficile paesaggio collinare e desertico è vista come un riflesso della resistenza e dell’endurance del popolo palestinese.
Bio
Nato a Modica, classe ’91, dopo il Liceo Tommaso Campailla si sposta a Bologna per frequentare il triennio di Grafica d’Arte presso l’Accademia di Belle Arti sotto la cattedra di Cataldo Serafini. Continua gli studi a Urbino iscrivendosi al corso di Edizioni e Illustrazione per la Grafica d’Arte curato da Giovanni Turria. Conclusa l’Accademia insegna tecniche incisorie presso la Corte della Miniera e partecipa a diversi progetti dove attenziona e cura la tecnica serigrafica. Rientrato a Modica si dedica a tempo pieno alla serigrafia lavorando presso aziende locali e continuando la ricerca artistica nel proprio laboratorio.