Barbara Cucinotta

di danni e di doni, pezzo unico, collage con materiale trovato, acquerello, 21×30 cm, 2026

La trasformazione è sempre neutra, la trasformazione non è mai neutra. È potente, al di là del fatto che un paradiso si possa trasformare, dopo una catastrofe, in un deserto apocalittico, e che un inferno si possa trasformare, grazie alla coscienza, la speranza e l’agire comune, in un paradiso in terra, o in un inferno-meno-infernale. La trasformazione è legata alla libertà e alla concomitanza di fattori diversi, alcuni ineffabili, altri lampanti. Ma è legata anche all’immaginazione e alla volontà di mettere in moto qualcosa, o di lasciarsi trasportare e animare da qualcosa. E la natura che guarisce ma anche sconvolge, la grazia dell’arte che accarezza e addolcisce la fatica del quotidiano, la tecnologia che plasma con violenza utilitaria stravolgendo Gaia in modo irreversibile nell’ epoca dell’antropocene, sono tutti fattori diversi ma connessi. Non c’è mai abbastanza spazio, respiro, tempo. Si straripa e si inonda, sempre e senza scampo. Però c’é qualcosa che eternamente ricomincia, sotto una forma diversa. C’é qualcosa che, almeno nello sguardo e nel sentire, certe volte anche nell’agire, di uno o di molti, salva, scioglie, ricompone. Lo strappo rimane, ma il senso si riaffaccia, e si può custodire come un seme che al momento giusto e con la cura giusta, spaccherà la terra con amore, attraverso l’impetuoso mutamento, e non solo nonostante esso.

Bio

Barbara Cucinotta ha studiato al Liceo Classico Tommaso Campailla di Modica, l’I.S.I.A. di Urbino, la Fondazione Studio Marangoni di Firenze e il London College of Communication di Londra. I suoi progetti si basano principalmente sull’intreccio tra letteratura, fotografia e segno e si interessa di operazioni di archivio “creativo”. Le piacciono le poesie, le biografie, le contaminazioni, la psicogeografia, l’esistenzialismo. Ha fatto parte del Condominio Fotografico di Modica e ama insegnare la storia dell’arte e della fotografia. Al momento continua la sua ricerca artistica personale e collabora con Andrea Iran creando laboratori di didattica sperimentale, libri d’arte e installazioni ad hoc.