The Simplest of things, olio su tela, 30×40 cm, 2025
VENDUTO
“For me, this is a celebration of the second year of surviving death. I can’t forget the day they were born – it was during the second week of the war, and that was the only time I saw them. Then we were separated.[…] I also can’t forget the moments of terror I lived through while watching the milk supply run out in the north, and all my attempts back then to get milk for them from anyone I knew there. We did the impossible just to keep them alive.[…] Maybe I wasn’t with them physically, but I shared some of their fear.[…] They are heroes in my eyes – they endured all that fear and the sounds of explosions. This is a celebration of their survival and their second year, with the simplest of things. Gaza 2025″
“Per me, questa è la celebrazione del secondo anno di sopravvivenza alla morte. Non dimentico il giorno in cui sono nati: era la seconda settimana di guerra, e quella fu l’unica volta in cui li vidi. Da allora siamo stati separati.[…] Non dimentico nemmeno i momenti di terrore che ho vissuto guardando la scorta di latte esaurirsi al nord, e tutti i miei tentativi di allora di procurargli il latte da chiunque conoscessi lì. Abbiamo fatto l’impossibile perché sopravvivessero.[…] Anche se non ero con loro fisicamente, percepivo la loro paura.[…] Ai miei occhi sono eroi: hanno sopportato la paura e i boati delle esplosioni. Questa è una celebrazione della loro sopravvivenza e del loro secondo anno di vita, con le cose più semplici.
Samar Abu Elouf – photojournalist from Gaza ____________________
Per la collettiva STOP THE DROPS, propone The simplest of things (Le cose più semplici). L’opera fissa nella pittura a olio il fotogramma di un reel pubblicato dalla fotoreporter palestinese Samara Abu Elouf (vincitrice del World Press Photo Award per il 2025), in cui viene mostrata la semplice quotidianità di due bambine miracolosamente sopravvissute ai bombardamenti in Palestina: momenti di “normalità” che diventano tristemente straordinari per due bimbe scampate al genocidio. La pittura, come uno specchio rotto, riflette le vite di chi sopravvive, nel ricordo delle tante migliaia di bambini trucidati.
Bio
Gaetano Trovato, nasce a Modica e si diploma all’Accademia di Belle Arti di Roma in Pittura. Si è sempre diviso tra arti visive e musica. Grafico e illustratore da una parte, organizzatore di eventi (Churches, Riad) e dj dall’altra.