Malu suonnu, stampa n.5 di 6 Stampa a caratteri mobili su cartoncino (tramite Albion Press del 1846), 21×14,8 cm, 2024
VENDUTO
“Malu suonnu” è un’esortazione disperata, un grido che nasce dal profondo. Il testo descrive la perdita di ogni possibilità di accettare la realtà: davanti a un dolore totalizzante, tutto sembra diventare un incubo collettivo dal quale non riusciamo a svegliarci. È un invito, quasi una supplica, ad aprire gli occhi perché l’incubo finisca. Quello espresso nel testo è un dolore mai provato prima — scanusciutu — che sfugge ad ogni tentativo di razionalizzazione — senza fomma. Un peso sotto cui le gambe tremano di fatica e il cuore, ferito e inconsolabile, non riesce a fare altro che urlare. In questa condizione si invoca la fine del tormento. “Malu suonnu” non parla solo del dolore di chi scrive, ma del dolore di tutti: una sofferenza che ci accomuna, che chiede di essere riconosciuta e condivisa per poter trovare pace.