Iole Carollo
Portraits, edizione aperta, fotografia digitale, intervento di post-produzione e manipolazione digitale (effetto retinatura/halftone), 25,3×25,3 cm, 2017
La fotografia è parte del progetto “Portraits”, i reperti archeologici sono conservati presso il Museo Archeologico “Antonino Salinas” di Palermo.
L’esercizio formale del ritratto ha trovato sempre due connotazioni specifiche. La prima collettiva spesso nell’ambito della memoria o del potere, raccordando la dimensione pubblica con la persona che la incarna o la incontra, fino ad arrivare al culto della personalità. La seconda dimensione invece è prettamente intima, ha un movimento opposto alla prima, perché da una individualità proietta una molteplicità, cominciando dal Golem, il Doppelgänger in narrativa, fino a un racconto effimero, come lo performava Francesca Woodman e tutta la recente produzione di selfie e tik tok, con lo scarto estetico del glitch e in taluni casi del kitsch, per formare una frattura surreale che è propria di molta ricerca digitale. Portraits è un progetto che elabora dei reperti o delle statue, partendo dai luoghi e dagli archivi del Museo Salinas, però intrecciando alla significazione storica un nuovo livello narrativo, codificato dalla post-produzione.
Portraits unisce varie competenze e sensibilità, la prima quella della studiosa, archeologa, imprescindibilmente legata a un territorio, la Sicilia, che è luogo di origine ma anche di convergenza. La seconda sensibilità naturale emanazione della prima è quella documentaristica, che circoscrive lo spazio come luogo del racconto, poi portato in una ricerca più personale attraverso il medium della fotografia e dell’editoria.
Se il glitch è un errore di codice che diventa formalmente evidente (audio o video), la post produzione altera ulteriormente il campo del reale, mantenendo però un soggetto che già di per se, non è più solo statua antica ma reperto, poiché la sua dimensione storica è trascesa. In questo non tempo, espressione di un non luogo, la dimensione museale non viene più esplorata come luogo della memoria, ma riflessione e strumento ulteriore per post-produrre il presente e la realtà. (testo di Andrea Kantos)
Bio
Iole Carollo è una fotografa e ricercatrice indipendente con una formazione in archeologia, con una laurea in Conservazione dei Beni Culturali e una specializzazione in Archeologia Minoica e Micenea. La sua pratica fotografica esplora l’incontro tra antico e contemporaneo, con un’attenzione particolare alla rappresentazione della storia umana attraverso l’arte e l’archeologia.
I suoi interessi abbracciano l’esoeditoria, i processi comunitari e la forma archivio. Nel 2021 è stata selezionata dall’ICCD per documentare il patrimonio culturale del Sud Italia nel progetto PON Itinerari Digitali. È stata anche invitata come fotografa/artista nel 2022 per il progetto europeo FitForThem, all’interno del workshop CreaLab organizzato dalle università di Valencia, Palermo e Opole, dove ha condiviso la propria riflessione sulla migrazione. Nel 2025 è parte del progetto fotografico “Meriggiare pallido e assorto. Eugenio Montale: 100 immagini per 100 anni di Ossi di seppia. Fotografie di Iole Carollo, Anna Positano e Delfino Sisto Legnani” della Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori con la Fondazione Palazzo Ducale di Genova ed Electa.
Collabora con istituzioni pubbliche e private e con artisti contemporanei, realizzando campagne fotografiche, cataloghi d’arte e pubblicazioni scientifiche nel campo archeologico e artistico. Le sue fotografie sono state pubblicate in riviste come Il Venerdì de La Repubblica, Il Giornale dell’Arte, Il Corriere della Sera, Artribune, Annali della Scuola Normale Superiore di Pisa e sono presenti in collezioni private e istituzionali, tra cui il Polo Regionale di Palermo per i Parchi e i Musei Archeologici, Museo Antonino Salinas.
Co-fondatrice di Église, associazione culturale che promuove la cultura visiva, è inoltre parte del festival Zines Palermo dal 2019 e della Scuola di Restanza e Futuro.