Rosa Franceschino

Ama il prossimo tuo come te stesso, pezzo unico, ricamo a mano su telo di lino, 50×24 cm, 2025

L’opera riporta, in forma di ricamo, il proverbio ebraico “Ama il tuo prossimo come te stesso”, tratto dal libro del Levitico (capitolo 19, versetto 18). Gesù lo avrebbe poi indicato nel Nuovo Testamento come uno dei dieci comandamenti.

La parola, il verbo, il logos danno forma al pensiero. Danno forma al mondo che ci circonda. Ma quando non vi è più corrispondenza tra le parole, che ci identificano e in cui ci identifichiamo, e i gesti che compiamo, allora ci ammaliamo. Perdiamo la salute, che non è soltanto assenza di infermità ma lo stato di completo benessere fisico, mentale e sociale. Secondo Paul Watzlawick, filosofo e ideatore della prammatica della comunicazione, la malattia non nasce dall’individuo isolato, ma da interazioni comunicative patologiche che si instaurano tra le persone. Ed è la schizofrenia di un popolo (quello ebraico) quella a cui stiamo assistendo: popolo che non riesce più a riconoscersi nella narrazione di sé. Un popolo che rinnega se stesso e la sua storia, restituendo ad un altro popolo il proprio dolore sofferto, come in una spietata nemesi. E’ un drammatico corto circuito in cui si rinnega se stessi, nel nome di una fede e dell’appartenenza a un Dio che lo voleva popolo eletto.

Nel conflitto tra lo stato israeliano e il popolo palestinese, lungo e incancrenito, assistiamo al palesarsi della malattia dell’uomo. E la malattia di un popolo che assume comportamenti non più umani: un popolo che si riconosce in una religione, in un destino, in una storia comune e che, nel contempo, perpetra azioni incoerenti. Le preghiere, i proverbi, i comandamenti, i riti tramandati e rispettati non trovano corrispondenza con gli atti di efferata volenza che cercano giustificazione ora nella vendetta ora in Dio.

Bio

Rosa Franceschino (Catania 1973) nel 2000 consegue la laurea in Lettere Moderne presso la Facoltà di Lettere e Filosofia di Catania e nel 2012 consegue la laurea in Pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Catania; nel 2012 vince il I Premio, sez. Pittura, della città di Randazzo. Nel 2023 espone all’ International Women’s Art Festival a Tirana, Albania. Nel 2017 partecipa alla residenza d’artista della XX Biennale Internazionale d’Arte di Vila Nova da Cerveira (Portogallo). La sua ultima personale “Al punto di partenza”, presso la Galleria Scalamatrice33 (Caltagirone) si è svolta nel dicembre 2024. I suoi lavori si trovano presso la collezione permanente del Museo della Biennale di Vila Nova da Cerveira (Portogallo) e la Collezione Acinque, un Archivio di Immagini e Parole per la Sicilia.