UNICA

Senza titolo, pezzo unico, tessile, tecnica mista. 25X25 cm, 2025

Le opere che compongono questa serie nascono da un dialogo intimo tra passato e futuro.
 Sono una riflessione su ciò che resta, su ciò che sopravvive al trascorrere del tempo.
Il termine reliquia significa letteralmente “ciò che rimane”: i frammenti che resistono agli anni e agli eventi, custodi silenziosi della memoria, da preservare affinché il ricordo non svanisca.
Da millenni, religioni e culti naturali venerano questi resti, considerandoli sacri, attribuendo loro una forza, un influsso capace di agire sull’essere umano. 
Ma il mio sguardo va oltre la dimensione religiosa o sciamanica: è un confronto con il mio stesso essere, con la mia storia, con il continuo intrecciarsi di passato e futuro.
 Non può esistere futuro senza passato.
Anche quando si tenta di allontanarlo o dimenticarlo, arriva sempre un momento in cui occorre affrontarlo, per poter continuare a vivere e proseguire il proprio cammino.
Nelle mie opere cerco un dialogo attivo tra ciò che sono stata e ciò che sarò.
 Attraverso la messa in scena del mio passato — un gesto che sfiora la sacralità — creo reliquie che ne celebrano la presenza e ne custodiscono il senso.
In questo rito personale, il fare diventa memoria, e la memoria si fa materia.
Le mie opere contengono spesso simboli: segni che mi ricordano che la reliquia non è soltanto un oggetto trovato, ma un messaggio, un indizio, una traccia da interpretare per il futuro.
Tessuti e fili intrecciati percorrono gran parte dei miei lavori: sono elementi che mi accompagnano fin dall’infanzia, che mi offrono sicurezza e protezione.

In tempi incerti, sono il mio ancoraggio, la mia difesa contro la dispersione nel turbine del mondo.

I materiali che utilizzo provengono per lo più da ciò che è già stato vissuto.
Vecchi tessuti da divano trovati nei mercatini dell’usato, piccole sculture da me realizzate in passato e rimaste a lungo in attesa del loro destino.
Utilizzo anche ossa, simbolo di morte e trasformazione: reperti trovati durante le mie passeggiate, che mi hanno parlato e chiesto di essere accolti nel mio lavoro.
Le mie opere sono spesso ornate da perle, tutte antiche, molte delle quali hanno già avuto una vita precedente.
Alcune mi sono state donate da amici: portano con sé la traccia di un legame, di una continuità affettiva. Accanto ai tessuti, impiego antiche tecniche di annodatura e di ricamo, apprese da bambina.
 Mi lascio guidare da simboli arcaici e trovo ispirazione nei vecchi libri di motivi decorativi e tecniche di ricamo, provenienti da diverse tradizioni — ungheresi, inglesi, e altre ancora.
In ogni opera, il gesto manuale diventa atto di memoria, e la materia si trasforma in testimone del tempo, tra sacro e quotidiano, tra perdita e rinascita.

Bio

UNICA (Leonie Adler) è artista contemporanea, nata a Pune, in India, con radici irlandesi. È cresciuta e vive in Svizzera. Si esprime con ago e filo. La sua fonte di ispirazione è l’ambiente, le diverse culture, ma anche la geometria. La sua prospettiva sull’arte e sulla creazione dell’arte è stata plasmata dall’artista Louise Bourgeoise e dall’artista tessile svizzera Lissy Funk. 
È anche membro dell’associazione artistica GAAL. Artista residente presso L’A/telier, Modica (RG), Italia.